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I diecianni
I ventanni
I trentanni
 
     
 
Questa straordinaria attività ha lasciato traccia indelebile di sé con la rivista–catalogo La Tradizione del Nuovo a cura della cooperativa Supergruppo e, successivamente, con la collana monografica Artisti contemporanei per le edizioni Essegi, ancor oggi riferimenti fondamentali per la lettura critica dell’arte contemporanea di quegli anni in Italia.
Ma furono anche anni di numerose e qualificatissime iniziative culturali promosse dall’Ente pubblico locale: le rassegne Ravenna Jazz, Cinema ‘80, Estate al cinema e Estate Musicale
(da cui scaturirà successivamente Ravenna Festival); oltrechè l’intensa attività svolta dai Teatri Comunali e da Palazzo Corradini.
Il carattere unico e irripetibile di quegli anni, lo si deve al fortunato incontro di energie creative “liberatesi” dalle diverse aree del ‘movimento’, secondo direzioni distinte ma, tutte, orientate al ‘progetto culturale’, con una nuova cultura dell’informazione, tesa a ‘comunicare la città’ da parte delle amministrazioni pubbliche locali. In specialmodo nelle città medio-piccole, particolarmente là ove vi è il governo della sinistra, nasce quella che Giovanni Anceschi definirà ‘Grafica di pubblica utilità’.
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